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La strada per la conclusione del Ttip resta in salita
Scritto il 26-04-2016 da Ufficio stampa | Categoria: Politica agricola
Il Ttip, il trattato di libero scambio tra l’Unione europea e gli Stati Uniti, è destinato a slittare al 2020?
L’obiettivo del patto transatlantico è abbattere le barriere commerciali fra Usa e Ue: non tanto quelle doganali, quanto quelle normative e sulla barriere normative permangono molti punti di dissenso tra Usa ed Europa.
“Credo che per il Ttip ci sarà ancora molto da attendere, almeno fino al 2020, i dossier aperti sono ancora troppi e con le primarie americane c’è un rallentamento” ha affermato Paolo De Castro che poi ha aggiunto: “Il Parlamento europeo non accetterebbe un accordo al ribasso, per l’Italia l’intesa sull’agricoltura sarebbe importantissima, soprattutto per contrastare il fenomeno dell’italian sounding. Basti pensare che negli Usa nove prodotti su dieci venduti come italiani in realtà non lo sono”.
Sulle denominazioni la distanza è ancora molto forte ed è difficile che possa essere colmata in tempi brevi. Gli Americani sostengono che alcuni nomi di prodotti siano diventati generici e quindi non possano essere protetti. Di diverso parere i negoziatori Ue, per i quali, ad esempio, mozzarella e feta non sono denominazioni generiche. Non c’é accordo anche sul pacchetto di regole sanitarie e fitosanitarie. Per la Ue le regole europee sulla sicurezza alimentare devono rimanere un punto fermo, invece gli americani “spingono” per entrare nel mercato europeo coi loro prodotti soggetti a regole molto meno stringenti rispetto alle nostre.
Altro nodo fondamentale da sciogliere riguarda il meccanismo di risoluzione delle controversie tra investitori, visto con preoccupazione in Europa perché considerato come un elemento di possibile revisione degli standard europei in materia di salute e ambiente.
Insomma, la strada per la conclusione del Ttip resta in salita.