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La volatilità dei prezzi è ormai la normalità, l’Europa ne tenga conto e provveda
Scritto il 07-04-2016 da Ufficio stampa | Categoria: Politica agricola
La volatilità dei prezzi è ormai la normalità. Le recenti vicende di latte e carne, ma anche di altri prodotti zootecnici e vegetali e delle commodity lo dimostrano.
Ciò che colpisce è l’entità del fenomeno, che si è sempre verificato, ma non aveva mai assunto le attuali dimensioni. Non si tratta più di variazioni del 20-30%, che sono già elevate. In questi ultimi anni per alcuni prodotti ci sono state variazioni anche del 100% tra un anno e l’altro.
L’Unione europea ha considerato fino ad ora l’incertezza dei mercati e la volatilità dei prezzi come un fenomeno “normale” cui assistere senza intervenire o nei cui confronti é intervenuta con strumenti molto deboli.
E’ ora di cambiare registro. I produttori non possono operare in condizioni di sistematica incertezza e di volatilità dei prezzi.
E’ vero che anche i produttori devono fare la loro parte, auto organizzandosi meglio e ricercando relazioni contrattuali migliori con gli utilizzatori dei loro prodotti, ammesso e non concesso che gli utilizzatori finali siano disponibili ad accordi con i produttori (nel caso del latte le relazioni contrattuali sono pessime), ma ciò non basta.
Troppi fattori esterni ed incontrollabili, spesso legati a dinamiche globali, condizionano i prezzi agricoli. I produttori il più delle volte non possono far altro che subire. Se la situazione non cambia, settori importanti dell’agricoltura europea rischiano di entrare in una crisi senza ritorno.
Più che proporre delle soluzioni, in questo momento intendiamo sollevare un problema che riteniamo debba essere affrontato con urgenza. Occorre introdurre nella politica agricola europea dei meccanismi per reagire in modo rapido e efficace alle oscillazioni dei prezzi perché gli strumenti che abbiamo oggi sono inadeguati. Ne va della tenuta del sistema agricolo europeo.
Gabriele Carenini – Vice Presidente Cia Piemonte