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La prossima estate sarà calda e siccitosa?
Scritto il 21-04-2016 da Ufficio stampa | Categoria: Calamità atmosferiche
Il direttore generale dell’Associazione nazionale dei Consorzi per la gestione e tutela del territorio e acque irrigue, Massimo Gargano, a margine della presentazione della 16esima edizione della Settimana nazionale della bonifica dell’irrigazione, ha dichiarato che l’estate del 2016 potrebbe essere più calda di quella dello scorso anno.
Le previsioni a così lunga scadenza possono rivelarsi sbagliate, ma ciò non toglie che ci si debba preparare all’eventualità di un’estate siccitosa, incominciando, ad esempio, con lo sbloccare i 300 milioni di euro del Piano irriguo nazionale ancora fermo. Doveva partire il 31 dicembre scorso, ma oggi è ancora fermo al Ministero delle Politiche agricole.
Lo scorso inverno senza pioggia aveva dato il via ad un forte dibattito sul modo migliore per far fronte ai periodi di siccità, ma sono bastate le prime piogge di febbraio perché il dibattito si smorzasse e poi cessasse del tutto.
I periodi di siccità si possono ripresentare, anzi è quasi certo che in futuro si ripresenteranno a causa dell’impazzimento del clima, ma purtroppo è una triste abitudine discutere ed annunciare progetti quando si è in emergenza, ma poi far finire tutto nel dimenticatoio appena l’emergenza cessa. Invece il varo di un vero piano di potenziamento delle infrastrutture per garantire una gestione razionale delle acque rimane un’urgenza nella nostra Regione, anche se in questo momento di acqua ce n’é.
Cinque i progetti considerati strategici: il rifacimento dell’invaso sul torrente Sessera (provincia di Biella) in sostituzione dell’esistente, gli invasi in prossimità dei torrenti Moiola e Maira-Stroppo, entrambi nel Cuneese; la diga di Combanera, già progettata. Non ultimo, il bacino sul torrente Molare, nell’Alessandrino: in questo caso non si tratta di costruire un invaso nuovo, ma di rimettere in funzione quello costruito nel 1955 e poi interrato.
Anche l’Uncem insiste da tempo sulla necessità di creare una rete di piccoli invasi in tutte le vallate alpine.Questi garantirebbero l’uso potabile, la produzione idroelettrica, il rilascio estivo per l’agricoltura, l’irrigazione di pascoli in quota. Senza contare l’importanza strategica in caso di incendi e calamità, oltre al ruolo turistico, legato al richiamo dei nuovi laghi artificiali. Di tutti questi progetti e proposte si discute da anni, senza mai arrivare ad una decisione.
L’acqua è un bene prezioso che in Piemonte non manca, ma i bacini di accumulo sono indispensabili perché garantiscono continuità ai consumi. Sono l’unica reale soluzione per contrastare i periodi di siccità. Consentono infatti di stoccare l’acqua nei periodi di abbondanza per poi rilasciarla durante i mesi in cui manca.
Bisogna anche guardare avanti, tra dieci o vent’anni, quando il problema dell’acqua sarà ancora più serio, e si deve provvedere per tempo.