In Evidenza
Emergenza Coronavirus
Lavora con agricoltori italiani
Dal campo alla tavola
Portale sconti di Cia
Le Associazioni
AGIA
Associazione Giovani Imprenditori Agricoli
ANP Cia
Associazione Nazionale Pensionati
Donne in Campo
La spesa in campagna
Turismo verde
ASES
Progetto Highlander
Informativa
Cookie e Privacy
L’ETICHETTA A SEMAFORO PENALIZZA I PRODOTTI DI QUALITA’
Scritto il 15-03-2016 da Ufficio stampa | Categoria: Politica agricola
L’etichettatura a semaforo é un sistema introdotto unicamente nel Regno Unito per fornire a colpo d’occhio al consumatore le informazioni nutrizionali. I colori del semaforo indicano il contenuto di zuccheri, sale, grassi e calorie per 100 grammi di prodotto. Il rosso sta per un contenuto alto di grassi, zuccheri o sale, il giallo indica una quantità media e il verde un contenuto basso.
L’Italia e altri paesi europei hanno più volte messo in rilievo come il sistema del semaforo abbia un impatto negativo sul commercio, penalizzando in maniera ingiustificata diversi prodotti di qualità, introduca di fatto delle barriere tra gli Stati membri, e quindi costituisca una violazione all’articolo 34 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea.
Il dossier dell’etichetta a ‘semaforo’ sui prodotti alimentari, deleteria per le eccellenze italiane e non solo, é tornata sul tavolo dei ministri dell’agricoltura dei 28. A rimetterla in agenda al Consiglio agricoltura di lunedì scorso l’Italia e altri sei Paesi (Spagna, Portogallo, Grecia, Cipro, Romania e Slovenia).
A dare manforte ai sette Paesi una recente indagine Nomisma, che ha valutato l’impatto fra il 2013 e il 2015 del sistema, adottato dal 98% della grande distribuzione in Gran Bretagna, su una serie di prodotti, con e senza il bollino ‘incriminato’ di colore rosso, giallo o verde. Il risultato è che i formaggi ed i prosciutti di qualità italiani hanno perso quote significative di vendite.
Da qui la richiesta alla Commissione europea di fare il punto della situazione, in vista della relazione che sottoporrà nel 2017 sull’uso di etichette addizionali, per verificare la loro conformità alle regole del mercato interno. Al momento il dossier è di fatto ‘congelato’ da parte dell’esecutivo Ue, fino al referendum di giugno in Gran Bretagna.