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NEL 2015 RALLENTA MA CONTINUA IL CALO DELLE AZIENDE AGRICOLE. IL 29% SONO A CONDUZIONE FEMMINILE. IL 6,5% SONO CONDOTTE DA GIOVANI. IN PEMONTE MENO 349 AZIENDE.
Scritto il 11-03-2016 da Ufficio stampa | Categoria: Politica agricola
Rallenta, ma continua l’emorragia delle imprese agricole in tutte le regioni italiane, registrando a fine 2015 un calo complessivo dell’1% contro il 2,5% del 2014 e il 4,1% del 2013. In pratica hanno chiuso 7.355 aziende nel 2015, contro le 19.035 dell’anno precedente e le 32.798 del 2013.
E’ uno dei dati emersi dal Rapporto Agrosserva (Unioncamere-Ismea) che ha preso in esame anche le imprese dell’industria alimentare, che invece sono aumentate dell’1,3%.
Per quanto riguarda le imprese agricole in alcune aree si registra una crescita moderata, in particolare in Calabria (+1,2%), Toscana (+1%) e Puglia (+0,4%), ma è il Nord a sperimentare la maggior perdita di imprese agricole (-1,4%, nel 2014 era -2,6%). In Piemonte nel 2015 il calo é stato di 349 imprese agricole (-1,7%).
Nell’industria alimentare, invece, secondo il Rapporto, si registrano buone performance di crescita in particolare per il Sud (+1,4%) e per lo più in Sicilia (+2,1%), Sardegna (+1,9%) e Campania (+1,4%). Bene anche il Nord-Ovest (+1,4%), con particolare riferimento alla Valle d’Aosta (4,3%) e soprattutto alla Lombardia (+1,7%).
Le nuove imprese agricole che nascono sono di piccole dimensioni, con una struttura organizzativa di massimo due addetti nell’89,2% dei casi. Nella fase iniziale, il capitale investito non supera i 5 mila euro per più di una start up agricola su due. Considerando, infine, gli investimenti fino a 10 mila euro si arrivano a coprire ben oltre i due terzi delle nuove iniziative nel settore primario, mentre estendendo la soglia fino a 50 mila euro si includono circa 9 imprese su 10.
Nel 2015 il sistema agricolo si è caratterizzato per un progressivo orientamento verso nuove tipologie di gestione (donne, giovani e stranieri), il che rappresenta una spinta innovativa per l’economia nazionale.
Le imprese femminili al 31 dicembre 2015, ammontavano a 216.803, una quota significativa del totale delle imprese agricole italiane, pari al 29,0%. Dal punto di vista dinamico, tuttavia, le imprese femminili hanno registrato una flessione su base annuale e trimestrale, rispettivamente, dello 0,8% (-1.643) e del -0,2% (-497).
Le imprese giovanili a fine 2015 erano invece pari a 48.311 unità, ovvero il 6,5% del totale agricoltura. Per le stesse si è registrata una dinamica annuale non proprio positiva, derivante da una diminuzione di 1.560 unità durante l’anno (-3,1%), mentre di segno opposto appare il saldo trimestrale di +1.348 (+2,9%). Chiude la panoramica il dato relativo alle imprese straniere, le quali, nel corso del 2015, sono aumentate di 455 unità, raggiungendo quota 14.375, pari all’1,9% dell’intero settore agricolo.