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RISICOLTURA, CONVEGNO CIA: PROGRAMMARE LE SEMINE CON UNA VISIONE AMPIA DEL MERCATO
Scritto il 16-02-2016 da Ufficio stampa | Categoria: Produzioni piemontesi
Sono stati numerosi gli agricoltori che venerdì 12 febbraio 2016 hanno partecipato al convegno sul tema “La risicoltura di fronte alla sfida dei mercati globali”, organizzato da Cia Pavia presso la sede Ente risi di Castello d’Agogna (Pv). Presente anche una folta delegazione di risicoltori associati alla Cia del Piemonte.
Il dibattito, moderato dal professor Gioacchino Garofoli, economista dell’Università dell’Insubria, ha visto susseguirsi vari interventi di esponenti del mondo accademico e scientifico sulla situazione del settore e sulle opportunità della trasformazione.
“Solo programmando le semine con una visione ampia del mercato, è possibile evitare eccessi di offerta e diminuzione dei prezzi”, così si è espresso il relatore Giovanni Daghetta.
La necessità inderogabile di una strategia nella scelta delle sementi è stata poi più volte ribadita nei vari interventi, tra cui quello di Roberto Magnaghi, direttore dell’Ente risi che, in aggiunta, ha presentato uno studio approfondito sulle oscillazioni di mercato tra produzioni, esportazioni ed importazioni facendo riferimento all’ambito comunitario. Il direttore ha poi rimarcato l’importanza della coesione della filiera per contrastare le congiunture economiche sfavorevoli e le insidie del mercato globale.
Magnaghi ha affrontato anche l’annoso problema dell’immobilità dell’Europa: “Dalle ultime dichiarazioni del commissario Hogan finalmente possiamo dire che si sono resi conto dell’aumento del 42% in un solo anno”. Ma la Commissione continua a restare alla finestra: “Non è attenta a tutelare la produzione comunitaria, la risposta ai nostri allarmi è sempre la stessa: monitoriamo”.
Particolarmente apprezzata è stata la relazione del presidente dell’Airi, Mario Francese, il quale ha sottolineato la difficoltà nella contrattazione europea per arginare le importazioni dai Paesi Eba, meno sviluppati, e la necessità di perseguire una strategia condivisa tra organizzazioni agricole, industria ed ente pubblico per tutelare gli interessi del comparto.
“Vedo una risicoltura di grande prospettiva: l’Italia può crescere fino a 250 mila ettari” ha detto Francese, tracciando il quadro ideale per le prossime semine: 75-80 mila ettari di varietà tipiche come Carnaroli, Vialone Nano, Baldo e altro, 45-50 mila ettari di tipo Ribe, altri 60-70 mila ettari di tondo, e a 60-65 mila ettari di Indica. Purtroppo quest’ultima varietà da contorno é quella che sul mercato ottiene però un prezzo più basso e soffre la concorrenza delle importazioni dai Paesi asiatici. Nel 2015 la superficie ad indica ha raggiunto i 35 mila ettari, e le prime indicazioni sulle semine per il 2016 mostrano un’ulteriore diminuzione.
Al presidente nazionale Cia, nonché coordinatore di Agrinsieme, Secondo Scanavino, sono state affidate le conclusioni. Scanavino ha ricordato il rischio che il trattato Ttip potrebbe comportare di ulteriori importazioni selvagge di riso indica in transito dagli Usa e proveniente dal Vietnam e la possibilità, in studio, di abbinare gli aiuti accoppiati Pac alle sole varietà indica, per calmierare i prezzi delle varietà da interno e contrastare la concorrenza dei Paesi meno abbienti, “fermo restando – ha puntualizzato il presidente – che il beneficio rimanga nelle tasche dei produttori e non sia inglobato nel prezzo dall’industria”.