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EXPORT DI PRODOTTI AGROALIMENTARI, RECORD ASSOLUTO NEL 2015
Scritto il 07-01-2016 da Ufficio stampa | Categoria: Produzioni piemontesi
“Il 2015 e’ stato un anno record, toccheremo 36 miliardi di euro di export di agroalimentare, il record assoluto”. E’ positivo il bilancio del settore agroalimentare italiano, che traccia il ministro Maurizio Martina, anticipando che il modello italiano 2016 punterà su green e Made in Italy. Ribadito anche il ruolo di Expo, come “acceleratore formidabile”.
Obiettivo al 2020, per il Ministro Martina, raggiungere i 50 miliardi di export agroalimentare, perseguendo sempre nuovi mercati. Sembra un obbiettivo ambizioso, ma se si pensa che i Tedeschi, tranne che su pasta e vino, ci battono su tutti i terreni, è evidente che esistono ampi margini di miglioramento, cui puo’ contribuire anche un’azione di radicale contrasto al cosiddetto Italian sounding, ovvero alla commercializzazione di prodotti che portano nomi di marchi che “suonano italiani”, ma che non sono affatto prodotti in Italia e generano sul mercato internazionale un giro di affari di decine di miliardi di euro, occupando uno spazio che potrebbe invece essere dei nostri prodotti.
Si calcola che nella sola Ue la partita tra il finto italiano e quello vero vede la nostra sconfitta per due a uno: due prodotti italian sounding venduti per ogni prodotto autentico. Negli Stati Uniti e in Canada il ‘simil-italiano’ supera il vero made in Italy di quasi 10 a 1 (nel Nord America la riconquista delle quote di mercato ‘scippate’ vale 24 miliardi di euro, a cui si aggiungono tre miliardi di contraffazione vera e propria).
Riappropriarsi della zona grigia dell’Italian sounding è una questione nodale per lo sviluppo dell’export delle produzioni agroalimentari italiane.