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EXPORT AGROALIMENTARE RECORD NEL 2015. POSSIBILE RAGGIUNGERE I 50 MILIARDI NEL 2020
Scritto il 20-01-2016 da Ufficio stampa | Categoria: Produzioni piemontesi
Nell’anno di Expo l’agroalimentare si è confermato un motore centrale della ripresa dell’economia italiana. A novembre l’export del settore ha superato quota 33,7 miliardi di euro con un aumento sul 2014 di oltre 6 punti percentuali. Soltanto nel semestre espositivo sono stati esportati prodotti agroalimentari italiani per oltre 18,5 miliardi di euro, con un netto incremento rispetto agli scorsi anni e nonostante l’embargo russo.
Si stima che nel 2015 si siano toccati i 36 miliardi di euro di export di agroalimentare, il record assoluto. Si attendo i dati Istat di dicembre per confermare ufficialmente il record.
Obiettivo al 2020, per il Ministro Martina, raggiungere i 50 miliardi perseguendo sempre nuovi mercati. Sembra un obbiettivo ambizioso, ma esistono ampi margini di miglioramento, cui può contribuire un’azione di radicale contrasto al cosiddetto Italian sounding, ovvero alla commercializzazione di prodotti che portano nomi di marchi che “suonano italiani”, ma che non sono affatto prodotti in Italia e generano sul mercato internazionale un giro di affari di decine di miliardi di euro, occupando uno spazio che potrebbe invece essere dei nostri prodotti.
Si calcola che nella sola Ue la partita tra il finto italiano e quello vero vede la nostra sconfitta per due a uno: due prodotti italian sounding venduti per ogni prodotto autentico. Negli Stati Uniti e in Canada il ‘simil-italiano’ supera il vero made in Italy di quasi 10 a 1 (nel Nord America la riconquista delle quote di mercato ‘scippate’ vale 24 miliardi di euro, a cui si aggiungono tre miliardi di contraffazione vera e propria).
Riappropriarsi della zona grigia dell’Italian sounding è una questione nodale per lo sviluppo dell’export delle produzioni agroalimentari italiane.