In Evidenza
Emergenza Coronavirus
Lavora con agricoltori italiani
Dal campo alla tavola
Portale sconti di Cia
Le Associazioni
AGIA
Associazione Giovani Imprenditori Agricoli
ANP Cia
Associazione Nazionale Pensionati
Donne in Campo
La spesa in campagna
Turismo verde
ASES
Progetto Highlander
Informativa
Cookie e Privacy
CARNE E LATTE, LE PROPOSTE DEL FRONTE DEI PAESI MEDITERRANEI (ITALIA, SPAGNA, FRANCIA E PORTOGALLO) IN VISTA DEL CONSIGLIO UE DEL 7 SETTEMBRE
Scritto il 31-08-2015 da Ufficio stampa | Categoria: Politica agricola
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il Ministro Maurizio Martina ha partecipato il 28 agosto a Madrid al vertice con i Ministri dell’Agricoltura di Spagna, Francia e Portogallo in vista del Consiglio europeo straordinario del 7 settembre a Bruxelles. Al centro dell’incontro i temi legati al settore lattiero-caseario e delle carni bovine e suine nell’Unione europea.
“Servono strumenti concreti e semplici di aiuto alle nostre imprese e agli allevatori – ha dichiarato il Ministro Martina a margine del vertice – in una situazione di mercato molto complessa. Il vertice è stato utile per individuare proposte comuni da presentare al Consiglio del 7 settembre. Un metodo di lavoro che proseguirà con un nuovo appuntamento in Italia fissato per il 24 ottobre per un ulteriore confronto del quartetto”.
LE SEI PROPOSTE ALLA COMMISSIONE UE
Sono sei le proposte comuni emerse dal vertice e che saranno presentate alla Commissione europea:
– Miglioramento dei sistemi di tracciabilità ed etichettatura dell’origine del latte.
– Stoccaggio privato dei formaggi e delle carni, che è stato utile lo scorso anno come azione di contrasto all’embargo russo.
– Una misura straordinaria e limitata nel tempo di aumento del prezzo di intervento per il latte in polvere.
– Una campagna di promozione straordinaria sul latte e le carni suine sul mercato europeo e sui Paesi terzi per il rilancio dei consumi e il sostegno alle esportazioni. Le misure di promozione dovranno prevedere procedure flessibili e semplificate.
– Creazione di un Gruppo di alto livello europeo per analisi costante del mercato del latte europeo dopo la fine del regime delle quote.
-Sviluppo di piattaforme logistiche nei Paesi terzi, con un finanziamento ad hoc dalla Banca europea degli investimenti.
Più in generale – ha concluso Martina – è necessario rivedere profondamente gli strumenti a disposizione degli Stati nella gestione delle crisi di mercato. Oggi non abbiamo mezzi all’altezza dell’esigenza delle nostre imprese e rischiamo di poter intervenire troppo tardi. Una discussione su questo punto non è più rinviabile e lo ribadiremo con forza anche alla Commissione Ue”.
La riunione del Consiglio Ue del 7 settembre servirà a verificare l’esistenza di una maggioranza qualificata di Stati membri favorevoli non solo ad alzare il prezzo di intervento, ma anche a reintrodurre le restituzioni all’export abolite anni fa dalla Ue. La Francia, che la prossima settimana dovrà fronteggiare l’ennesima protesta da parte degli agricoltori della Fnsea (il sindacato agricolo), vorrebbe alzare il prezzo di intervento.
Per l’Italia, che non porta certo burro o latte in polvere all’intervento, questa non è una priorità, mentre il ripristino dei sussidi all’export è una misura su cui il fronte mediterraneo è più compatto. Un’alleanza utile anche in vista di eventuali rilievi Ue sui pacchetti di aiuti già varati a livello nazionale.
Il Governo spagnolo ha annunciato un aiuto di 300 euro a capo per compensare gli allevatori del crollo del prezzo del latte. Ma nell’attuale scenario ribassista dovuto a un eccesso di offerta (esasperato dalla fine delle quote latte), l’unica valida contromisura resta il contingentamento della produzione, magari attraverso un sistema di incentivi volontari agli allevatori. Per garantire non tanto un impossibile ritorno alle quote, ma almeno un “atterraggio morbido” verso il mercato, obiettivo dichiarato della deregulation comunitaria che oggi stride con la dura realtà di una fuga inarrestabile dalla produzione.