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TTIP, AL VIA LA DISCUSSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO
Scritto il 07-07-2015 da Ufficio stampa | Categoria: Politica agricola
Il Parlamento europeo il 7 e l’8 luglio é chiamato a riesaminare il testo della Risoluzione con cui dare le proprie indicazioni politiche alla Commissione sull’andamento del negoziato transatlantico di liberalizzazione degli scambi e degli investimenti tra Usa e Ue.
“Se il TTIP viene approvato – ha dichiarato il presidente e fondatore di Slow Food Carlo Petrini – il nostro sistema alimentare quotidiano, già soggetto a un cambiamento drastico e insidioso, diventerà sempre più slegato dalla dimensione umana”.
La dichiarazione non puo’ non sollevare un moto di stupore. Il Ttip non esiste ancora. La trattativa è in corso. Prima di chiedere di respingerlo bisognerebbe almeno attendere che la trattativa si concluda e si conoscano i contenuti dell’accordo.
Paolo de Castro, coordinatore per il gruppo dei socialisti e democratici della Commissione Agricoltura del Parlamento Ue e relatore per il TTIP, è convinto che i negoziati vadano portati avanti per garantire alle eccellenze agroalimentari italiane importantissime quote di mercato che oggi sono detenute da prodotti ‘italian-sounding’”. Paolo De Castro ricorda anche che “l’Europarlamento ha il potere di veto e se il risultato negoziale non ci soddisferà, voteremo contro, come già fatto per l’accordo Acta”.
Per il Ministro Martina “Non si accettano accordi al ribasso, ma oggi la Ue esporta verso gli Stati Uniti 16 miliardi di prodotti agroalimentari e ne importa 9. Con il TTIP si possono aprire ancora moltissimi spazi”.
Uno degli aspetti controversi delle negoziazioni sul TTIP è la cosiddetta Isds. Secondo i sostenitori del trattato si tratta di strumento di diritto pubblico internazionale che permette agli Stati il ricorso all’arbitrato in caso di violazione dei termini dell’accordo. Per i detrattori invece tali clausole consentirebbero alle multinazionali americane ed europee di disporre di un potente mezzo per contestare una regolamentazione statale o comunitaria troppo stringente rispetto ai loro interessi strategici e corporativi.
Il riserbo che circonda la trattativa é uno degli aspetti più ambigui del TTIP e non aiuta certa a renderlo “popolare”. Viviamo in un’epoca segnata dai complottismi, e la percezione che i governi servano gli interessi della finanza e della grande industria è incentivata dalla scarsa trasparenza dei meccanismi decisionali. In Europa, ciò è aggravato dalla scarsa familiarità dei cittadini con le istituzioni dell’Unione europea.
Comunque proceda la vicenda del TTIP, è ormai chiaro che non si puo’ arrestare la globalizzazione dei mercati, salvo voler mettere le brache alla storia, ma è assolutamente necessario che la globalizzazione venga governata ed al centro ci siano i diritti dei cittadini, compreso il diritto alla sicurezza alimentare. Il TTIP va nella direzione giusta? Lo sapremo solo quando conosceremo meglio i contenuti.