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NELL’ULTIMO TRIENNO L’USO DI ANTIBIOTICI NEGLI ALLEVAMENTI SI E’ RIDOTTO DEL 30%
Scritto il 08-04-2015 da Ufficio stampa | Categoria: Veterinaria
Nell’ultimo triennio l’uso degli antibiotici per gli animali si è ridotto del 30%. Lo ha ricordato lo stesso Ministro della salute, che ha aggiunto “dentro gli alimenti che mangiamo gli antibiotici sono pochi, perché nel momento in cui la carne viene macellata si è atteso un tempo sufficiente per smaltirli”.
La Lorenzin ha anche elogiato il lavoro dei Nas i quali fanno più di 38 mila controlli l’anno con un lavoro di intelligence formidabile che monitora le produzioni italiane: “Spesso leggiamo cose che spaventano, ma le cose emergono proprio perchè le controlliamo”.
Anche in fatto di uso di agrofarmaci ed ormoni, secondo il Ministro il nostro Paese è tra quelli con il più alto tasso di controllo.
Il mondo agricolo sente fortemente la responsabilità di fornire ai consumatori prodotti sani e sicuri ed è impegnato a limitare l’abuso ingiustificato dell’utilizzo di antibiotici. E’ prassi sempre più diffusa prevenire l’insorgenza delle malattie applicando le corrette pratiche di allevamento, le misure di biosicurezza e di profilassi vaccinale.
Colpevolizzare all’eccesso gli allevamenti per la diffusione della resistenza agli antibiotici non permette di comprendere l’origine e la complessità del problema. Forse é molto più necessaria una razionalizzazione dell’utilizzo degli antibiotici in campo umano, sia nelle strutture ospedaliere sia nell’utilizzo tra le mura domestiche, che sono la principale fonte dell’insorgenza di antibiotico resistenza, come scientificamente dimostrato.
Negli allevamenti l’utilizzo degli antibiotici talvolta è indispensabile, ma il trattamento avviene sotto controllo veterinario ed è finalizzato a portare al miglior risultato terapeutico, con il minore rischio di indurre antibiotico resistenza.
E’ bene infine ricordare che i nostri Servizi veterinari dipendono dall’Assessorato alla Sanità ed il loro compito è quello di tutelare la salute pubblica. Non dipendono dal Ministero dell’agricoltura, come avviene in altri Paesi.
Gabriele Carenini – Vicepresidente Cia Piemonte