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IL ROMPICAPO DEL TTIP, UN’OPPORTUNITA’ O UNA TRAPPOLA?

Scritto il 22-04-2015 da Ufficio stampa | Categoria: Europa

Nei primi mesi del 2013 è stato siglato l’impegno tra gli Stati Uniti d’America e l’Unione Europea ad avviare i negoziati per un ‘Trattato Transatlantico sul Commercio e sugli Investimenti (Ttip)”. Si tratta di un accordo volto ad eliminare le barriere non tariffarie che regolano gli scambi tra USA e UE. In altre parole, per eliminare le differenze normative e regolamentari che rendono difficili gli scambi economici, per allargare le opportunità d’investimento e facilitare la partecipazione delle imprese multinazionali agli appalti pubblici.

Il riserbo che circonda la trattativa é uno degli aspetti più ambigui del Ttip. Viviamo in un’epoca segnata dai complottismi, e la percezione che i governi servano gli interessi della finanza e della grande industria è incentivata dalla scarsa trasparenza dei meccanismi decisionali. In Europa, ciò è aggravato dalla scarsa familiarità dei cittadini con le istituzioni dell’Unione europea.

Agrinsieme, il coordinamento Confagricoltura, Cia, Alleanza delle cooperative italiane, è cauta sul Ttip. Teme che si vada ad una standardizzazione delle regole sulla sicurezza alimentare, sull’etichettatura e sulla tracciabilità dei prodotti, che potrebbe avere ripercussioni negative soprattutto in campo agroalimentare, dove gli americani “spingono” per entrare nel mercato europeo coi loro prodotti soggetti a regole molto meno stringenti rispetto alle nostre. Agrinsieme pero’ sottolinea, nello stesso tempo, anche l’importanza di un negoziato che interessa un mercato di quasi un miliardo di abitanti del pianeta e due blocchi che attivano 6/7 mila miliardi di euro di scambi a livello mondiale, e proprio per questo puo’ rappresentare una grande opportunità per la Ue e l’Italia anche in campo agricolo ed agroalimentare. 

Il Parlamento europeo sta seguendo attentamente la vicenda, svolgendo numerose audizioni e commissionando studi a vari esperti sulla questione. Paolo De Castro, coordinatore per il gruppo dei socialisti e democratici della Commissione Agricoltura del Parlamento Ue e relatore per il Ttip, è rassicurante per quanto riguarda l’eventualità della deregulation: “La tutela delle regole e dei consumatori è la prima delle nostre preoccupazioni nel negoziato, e poi non basta un accordo a modificare dei regolamenti comunitari. Ci vuole tempo e ci sarà il tempo per fare tutto al meglio. Ma il Tip è un accordo importantissimo per la competitività del sistema agroalimentare europeo che dobbiamo chiudere quanto prima”.

“Dopo Germania e Francia – ricorda ancora Paolo De Castro –  il mercato statunitense rappresenta la terza destinazione dell’export agroalimentare italiano. In particolare per alcuni comparti come il vino, l’olio, i formaggi, i salumi e i prosciutti, rispetto ai quali l’Italia detiene il primato delle importazioni Usa. Il nostro Paese esporta quasi 3 miliardi di euro verso gli Stati Uniti, circa il 9% del totale esportazioni agroalimentari. Numeri importanti, dai quali si evince l’importante spazio di opportunità per il sistema agroalimentare nazionale che potrebbe derivare da un esito positivo del negoziato transatlantico”.

Un altro degli aspetti controversi delle negoziazioni sul Ttip è la cosiddetta Isds. Secondo i sostenitori del trattato si tratta di strumento di diritto pubblico internazionale che permette agli Stati il ricorso all’arbitrato in caso di violazione dei termini dell’accordo. Per i detrattori invece tali clausole consentirebbe alle multinazionali americane ed europee di disporre di un potente mezzo per contestare una regolamentazione statale o comunitaria troppo stringente rispetto ai loro interessi strategici e corporativi. 

C’è pero’ ancora molto tempo prima di lasciarsi prendere, eventualmente, dal panico. Nel frattempo, è opportuno seguire con attenzione l’andamento della trattativa, auspicando che sia condotta sempre più alla luce del sole..

Lodovico Actis Perinetto – Presidente Cia Piemonte

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