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LE FRODI A TAVOLA SONO IN CRESCITA? A NOI NON RISULTA
Scritto il 09-03-2015 da Ufficio stampa | Categoria: Consumi
Secondo la Coldiretti, negli ultimi anni, complice l’indisponibilità generale a spendere per mancanza di denaro e la rincorsa al risparmio anche sul mangiare di tutti i giorni, si sono moltiplicate le frodi a tavola, ed ovviamente tutti i media hanno la notizia senza verificarne l’attendibilità. La Stampa dedica oggi un paio di pagine alla notizia.
Innanzitutto quando si parla di frodi a tavola si dovrebbe distinguere tra le frodi sanitarie (toccano la salute del consumatore) e le frodi commerciali (lo danneggiano solo economicamente). Frode alimentare è un termine generico che si riferisce alla produzione e al commercio di alimenti non conformi alle normative vigenti. Per configurare una frode in commercio è sufficiente anche una piccola differenza, circa l’origine del prodotto o la provenienza, o sul sistema di preparazione, o sulla quantità (caso tipico è la cosiddetta “vendita per tara merce”). Mettere tutto nello stesso calderone per colpire l’immaginario collettivo non è corretto.
In secondo luogo, analizzando i dati forniti dalla stessa Coldiretti, che ogni anno emette un regolare comunicato sull’argomento, risulta che nei primi nove mesi del 2014 in Italia sono stati sequestrati beni e prodotti per un valore di 318,7 milioni di euro. Nel 2013 sono stati sequestrati beni e prodotti per un valore di 441 milioni. Nel 2012 per un valore di 468 milioni.
Sono numeri importanti, ma la tendenza è alla diminuzione. Se si considera poi che il fatturato totale dell’agroalimentare italiano vale circa 130 miliardi di euro, il valore delle frodi a tavola è pari allo 0,3% del fatturato totale. Gli organi di controllo in Italia funzionano bene ed i consumatori stare tranquilli, purché prestino un minimo di attenzione a cio’ che comprano, sulla sicurezza degli alimenti che finiscono sulle loro tavole.
In questa fase, in cui i nostri prodotti sono forti sui mercati internazionali e si avverte una debole ripresa dei consumi interni, si deve stare attenti gettare una luce negativa, direttamente o indirettamente, su uno dei settori di eccellenza del nostro Paese, riconosciuto nel mondo per la sua altissima qualità.
In Italia e in Europa rimane ancora tanto rimane da fare, a livello normativo, per tutelare i consumatoti ed il made in Italy, ma a questo scopo non serve sollevare polveroni mediatici per ottenere un po’ di visibilità sui media.
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