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AGRINSIEME SUL TTIP: GLI STANDARD QUALITATIVI DELL’EUROPA IN CAMPO ALIMENTARE NON DEVONO ESSERE MESSI IN DISCUSSIONE
Scritto il 17-01-2015 da Ufficio stampa | Categoria: Politica agricola
Da un anno Europa e Stati Uniti stanno negoziando il Ttip (Transatlantic Trade and Investment Partnership), un accordo commerciale che creerà la più grande area di libero scambio del mondo. Nel frattempo il dibattito politico europeo sul negoziato è diventato a dir poco incandescente.
A destare più di qualche disappunto è stata anche la segretezza di questo trattato, accessibile nelle prima fase solo ai gruppi di tecnici coinvolti, al governo degli Stati Uniti ed alla Commissione europea. Sembra pero’ che ora il problema sia stato superato. Su espressa richiesta del Parlamento europeo, si è deciso di rendere pubbliche le direttive negoziali che definiscono i limiti e gli obiettivi della negoziazione con gli Stati Uniti per la conclusione del Ttip.
I rappresentanti delle organizzazioni agricole, ascoltati in Commissione Agricoltura della Camera,nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle ricadute sul sistema agroalimentare italiano del Ttip, hanno espresso qualche preoccupazione per l’andamento un po’ troppo “misterioso” della trattativa, ma anche la speranza che il trattato diventi un’opportunità per il made in Italy, salvaguardando qualità e sicurezza alimentare.
Agrinsieme, il coordinamento Confagricoltura, Cia, Alleanza delle cooperative italiane, ha rimarcato l’importanza del negoziato che interessa un mercato di quasi un miliardo di abitanti del pianeta e due ‘blocchi’ che attivano 6-7 mila miliardi di euro di scambi a livello mondiale, e proprio per questo rappresenta in primo luogo un’opportunità per finalizzare gli interessi offensivi della Ue e dell’Italia anche in campo agricolo ed agroalimentare.
Agrinsieme ha poi ricordato la lista dei settori produttivi per i quali dobbiamo rimuovere tutte le barriere tariffarie, ma anche non tariffarie (complicazioni burocratiche, norme sanitarie e fitosanitarie e altri costi diretti ed indiretti) che vincolano l’export verso gli Usa, così come si deve conseguire una certa armonizzazione e reciprocità su regole e standard normativi.
Gabriele Carenini – Vice Presidente Cia Piemonte