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EMBARGO RUSSO, STANZIATI DALLA UE ALTRI 165 MILIONI DI EURO, MA SERVONO PIU’ RISORSE
Scritto il 01-10-2014 da Ufficio stampa | Categoria: Europa
La Commissione europea ha adottato un nuovo programma di misure di emergenza per frutta e verdura deperibili a seguito dell’embargo russo sull’importazione di alcuni prodotti agricoli dell’UE. Il nuovo programma, con una dotazione fino a 165 milioni di euro, va ad aggiungersi al programma annunciato il 18 agosto, che prevedeva aiuti fino a 125 milioni di euro per i prodotti ortofrutticoli, ma sospeso il 10 settembre perché le richieste di sostegno inoltrate avevano già esaurito l’intero importo stanziato.
Il nuovo regime, che sarà applicato fino alla fine dell’anno, prevede aiuti per 4 categorie di prodotti e per i 13 paesi che hanno esportato in media i maggiori quantitativi di frutta e verdura in Russia durante il periodo da settembre a dicembre (da settembre a marzo per alcune tipologie di frutta) dal 2011 al 2013.
Le 4 categorie di prodotti sono mele e pere per un totale di 181 800 tonnellate, agrumi (arance, mandarini, clementine) per un totale di 96 090 tonnellate, altri ortaggi (carote, cetrioli, peperoni, pomodori) per un totale di 48 300 tonnellate, altri frutti (kiwi, prugne e uve da tavola) per un totale di 76 895 tonnellate. Una serie di prodotti contemplati nel precedente programma (cavoli, cavolfiori, cavoli broccoli, funghi e frutti rossi) sono stati esclusi dalla copertura.
Oltre a questi volumi specifici, ognuno dei 28 Stati membri avrà una riserva di 3 000 tonnellate per i ritiri supplementari di prodotti contemplati dal nuovo programma, nonché per cavolfiori, cavoli e funghi, e sarà consentito dare priorità a determinati prodotti.
Secondo la Cia restano irrisolte alcune questioni. Innanzitutto, il problema delle triangolazioni: sono molte le reti italiane di organizzazioni di produttori che esportano ortofrutta in altri Paesi (Olanda, Lituania, Bielorussia e Polonia) per poi rivenderla in Russia. E questo sta comportando un danno doppio per le nostre aziende, visto che a fini statistici per il calcolo dei volumi di export, purtroppo, questa merce non viene considerata come prodotto italiano.
In secondo luogo, c’è bisogno di risorse aggiuntive extra-agricole, sul medio e lungo periodo, non soltanto per compensare le perdite subite dal settore agroalimentare, ma per avviare una straordinaria campagna di promozione delle produzioni europee, e italiane in particolare, in mercati aggiuntivi a quello russo. Tanto più che il blocco delle importazioni dalla Russia non si configura come una crisi di mercato o un surplus produttivo, ma è la conseguenza diretta di scelte di politica estera che non possono essere affrontate soltanto con gli strumenti messi a disposizione dalla Pac.
La Cia ricorda che l’Europa esporta in Russia 12 miliardi di prodotti agroalimentari l’anno, di cui il 17 per cento è costituito proprio dall’ortofrutta fresca. L’Italia nel dettaglio esporta per un valore di 700 milioni di euro, di cui l’ortofrutta rappresenta oltre il 10 per cento.
Gabriele Carenini – Vice Presidente Cia Piemonte