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MOSCATO: LE POLEMICHE PRETESTUOSE DELLA COLDIRETTI
Scritto il 09-09-2014 da Ufficio stampa | Categoria: Agrinsieme
Neppure il tempo per esprimere il giusto, seppur moderato, sollievo per un accordo, quello del Moscato, raggiunto all’ultimo momento dopo una trattativa lunga e difficile, che la Coldiretti ha immediatamente avviato una polemica dai toni inaccettabili, oltre che inspiegabili, perché l’accordo siglato, utile a tutto il comparto, è frutto della buona volontà, della comunanza di intenti e della consapevolezza di tutte la parti agricole, compresa la Coldiretti.
“La filiera del Moscato – scrive Antonio De Concilio Direttore di Coldiretti Piemonte – …..non può essere regolata da riti anacronistici che alterano gli equilibri all’interno della filiera stessa. I viticoltori sono un anello troppo debole che andrà rinforzato attraverso una profonda revisione di questo meccanismo, i cui effetti negativi sono stati limitati dal senso di responsabilità dell’Assessore Ferrero, di Coldiretti, della Produttori Moscato e dei non molti industriali dotati di buon senso”.
Le critiche del direttore De Concilio sono tanto pesanti quanto involute, e non è facile capirne il senso. Secondo De Concilio la filiera del moscato è regolata da riti anacronistici che alterano gli equilibri all’interno della filiera. Evidentemente De Concilio conosce riti più “moderni” per ristabilire gli equilibri all’interno della filiera. Se è cosi’, li riveli. Il mondo agricolo glene sarà grato.
In che modo, poi, il “senso di responsabilità” della Coldiretti sarebbe riuscito a porre rimedio agli effetti negativi connessi a questo meccanismo della contrattazione? Se De Concilio spiegasse alle restanti “rappresentanze del mondo” agricolo dove e come hanno sbagliato, potrebbe aiutarle a ravvedersi ed a dare in futuro un contributo più fattivo alla contrattazione. A differenza della Coldiretti, le restanti organizzazioni sono disponibili a confrontarsi e ad imparare..
“Sarà anche necessario – aggiunge De Concilio -recuperare il vero ruolo dei momenti di aggregazione di una produzione che negli ultimi anni si è attestata …. ecc.ecc.”. De Concilio ci illumini anche su qual è “il vero ruolo dei momenti aggregazione” del Moscato, così che anche il “resto della rappresentanza agricola” possa intraprendere la strada luminosa del “vero” in tema di aggregazione della produzione e metterla al servizio dei propri soci.
Strabiliante ed incredibile è infine l’affermazione contenuta nel comunicato della Coldiretti Piemonte a commento dell’accordo sul Moscato: “Un risultato che sconfessa clamorosamente gli accordi sottobanco che nelle settimane scorse erano saltati fuori con l’avallo degli industriali-imbottigliatori e di chi evidentemente nel resto della rappresentanza agricola e della cooperazione non ha interesse ad evitare la mortificazione del lavoro dei viticoltori”.
Gli accordi sottobanco per mortificare il lavoro dei viticoltori, tentati dal “resto della rappresentanza agricola”, sono un parto della fantasia sfrenata della Coldiretti. L’affermazione non merita neppure di essere commentata. Il “resto della rappresentanza agricola“, ovvero Agrinsieme, ha sempre agito e continuerà ad agire alla luce del sole. Coldiretti se ne faccia una ragione.
Lodovico Actis Perinetto – Presidente Cia Piemonte