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EMBARGO RUSSIA, LE MISURE UE SONO INADEGUATE. SOLTANTO BRICIOLE PER IL SETTORE LATTIERO CASEARIO
Scritto il 04-09-2014 da Ufficio stampa | Categoria: Europa
L’embargo è stata una scelta politica del Governo e della Unione Europea che non spetta a noi, in quanto Organizzazione professionale, giudicare, salvo ovviamente auspicare che si trovi al più presto una soluzione positiva alla crisi. Nel contempo, però, ribadiamo con forza che Governo ed Unione europea non possono pensare di fare scelte che hanno effetti economici molto negativi sul comparto agricolo e poi abbandonare i settori più colpiti, l’ortofrutticolo ed il lattiero caseario, al loro destino.
L’Italia ha già subito danno complessivo dall’embargo, applicato dalla Russia a partire dallo scorso 7 agosto scorso, di circa 200 milioni di euro. Questa almeno è l’indicazione fornita dal ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina in occasione della sua audizione all’Europarlamento sul programma del semestre di presidenza italiana dell’Ue.
Gli stanziamenti di 125 milioni e di 30 milioni di euro a sostegno, rispettivamente, del comparto ortofrutta e del mercato delle pesche e nettarine disposti da Bruxelles non sono certo una risposta sufficiente al danno subito dagli agricoltori, sia italiani, sia europei. Ancora più inadeguati sono gli interventi previsti per il settore lattiero caseario.
Il commissario (uscente) all’Agricoltura, Dacian Ciolos, ha fatto sapere che saranno disponibili 30 milioni di euro da destinare alle iniziative promozionali per trovare nuovi sbocchi di mercato ai prodotti lattiero caseari dentro e fuori i confini della Ue.
Questi 30 milioni si aggiungono ai 60 che già erano stati previsti nella riforma della Pac per i programmi di promozione da attuare nel 2015. In entrambi i casi si tratta di sostegni che prevedono il cofinanziamento al 50% da parte dei singoli Stati, le cifre dunque si raddoppiano (ma in quale piega del disastrato bilancio nazionale si andranno a trovare i pur pochi milioni necessari al cofinanziamento?). In ogni caso si tratta di “briciole” che andranno spalmate su 28 Stati membri. Ovvero poco più di 4 milioni ad ogni Stato membro.
Il valore delle esportazioni verso la Russia nel 2013 dei nostri due grandi Dop, Grana Padano e Parmigiano Reggiano è stato di circa 15 milioni. La suddivisione delle risorse non sarà aritmetica, ma ponderata, dando la precedenza ai Paesi che più esportavano in Russia. Ma la sostanza cambia poco. E se anche tutto filasse per il verso giusto, le attività di promozione prenderanno il via solo nel 2015. Anno che per il latte si annuncia già difficile, con la grande incognita dell’addio alle quote.
L’argomento sarà trattato dal Consiglio straordinario dei Ministri dell’Agricoltura programmato per il prossimo 5 settembre. E evidente la necessità di ampliare in modo congruo gli stanziamenti rispetto a quanto preannunciato dalla Commissione europea.
Gabriele Carenini – Vice Presidente Cia Piemonte