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POLLI CONTAMINATI DA AGENTI PATOGENI IN INGHILTERRA, A CAUSA DELLA MANCANZA DI IGIENE E DEI POCHI CONTROLLI
Scritto il 16-08-2014 da Ufficio stampa | Categoria: Veterinaria
Il quotidiano inglese Guardian ha denunciato che la carne di pollame cruda in Inghilterra è spesso contaminata da Campylobacter, un agente patogeno causa di problemi intestinali, che però può essere neutralizzato con un’adeguata cottura.
Un noto opinion maker in campo agricolo ha preso la palla al balzo per rinfocolare la polemica nei confronti degli allevamenti “industriali”, questa volta di polli, ignorando che, come ha denunciato lo stesso Guardian, la causa prima della diffusione dell’infezione in Inghilterra non sta tanto nella tipologia degli allevamenti, quanto nell’assenza, negli stessi allevamenti e nei macelli, di controlli adeguati e nella trasgressione delle più basilari norme igieniche. Titola infatti il Guardian “Feci, interiora e carcasse raccolte da terra: così macellano i polli infetti“.
Scrive il Guardian: “Nel sito di un’azienda specializzata nell’allevamento di polli, i giornalisti hanno osservato che, quando una carcassa di pollo cade sul pavimento, anziché essere eliminata, in quanto potenzialmente contaminata, viene raccolta e rimessa in linea. Lo stesso accade quando si rompe un macchinario: gli animali non sono tolti dalla linea, ma restano sui nastri a volte per ore, entrando in contatto con le proprie e le altrui interiora, considerate deposito ideali di Campylobacter, che si sviluppano appunto nell’intestino degli animali“.
Quel che accade in Inghilterra in Italia non potrebbe accadere. Il nostro Paese impone ai nostri macelli misure ancora più restrittive di quelle imposte dall’Unione Europea. I controlli, da parte di veterinari che dipendono dalla Sanità pubblica e non dal Ministero dell’agricoltura come in Inghilterra, sono molto frequenti e severi.Nei nostri stabilimenti di macellazione, ma anche nei depositi frigoriferi e nel commercio all’ingrosso e al dettaglio vengono eseguiti dei controlli periodici e dei prelievi di campioni per verificare la eventuale presenza di germi patogeni, residui di medicinali, ormoni, antiormoni, metalli pesanti, antiparassitari e additivi.
Sugli allevamenti cosiddetti industriali di polli è inoltre necessario fare chiarezza.
Molte persone, sono convinte che i polli siano ancora allevati “in batteria”. È una sciocchezza. le batterie risalgono alle origini dell’allevamento avicolo italiano, nella seconda metà degli anni Cinquanta, ma non esistono più da quasi mezzo secolo. La maggior parte dei polli sono allevati in grandi capannoni dove sono liberi di muoversi su un terreno ricoperto da una lettiera, formata da truciolato di legno o paglia, quotidianamente rivoltata e fatta asciugare.
I polli così allevati sono sani e sicuri, ed il loro prezzo di vendita li rende accessibili alla maggior parte della popolazione.