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C’E’ CHI LAVORA PER L’UNITA’ DEL MONDO AGRICOLO E CHI INVECE RIMANE CHIUSO IN UNA LOGICA DI BOTTEGA
Scritto il 11-03-2014 da Ufficio stampa | Categoria: Agrinsieme
“Oggi abbiamo un obiettivo e un traguardo nonostante la crisi e questo ha di fatto marcato una distanza rispetto alla rappresentanza tradizionale perché ci ha fatto aprire all’esterno. – ha dichiarato il presidente Roberto Paravidino della Coldiretti Alessandrina – Questa strada non è comune alle altre forze di rappresentanza che, di fronte alla crisi, per difendersi, tendono a chiudersi nel corporativismo e nella finta unità. Il Progetto di Coldiretti non rifiuta il dialogo e il confronto a prescindere purchè questo parta da idee chiare sulla strada che si vuole percorrere restando indisponibili ai compromessi al ribasso e a chi vuole solo far perdere tempo”.
Le dichiarazioni del Presidente della Coldiretti di Alessandria sono sconcertanti, ma non sono una novità: sono il concentrato di quel che la Coldiretti va dicendo in tutte le occasioni.
Il rifiuto della Coldiretti al dialogo ed al confronto è a prescindere. La Coldiretti ha rotto i ponti con tutti, persino con gli amici di un tempo, quale fu Confocooperative, perchè coltiva il (fallimentare) sogno di egemonia non solo sul mondo agricolo, ma su tutta la filiera agroalimentare.
Per giustificare il suo isolazionismo accusa le altre forze di rappresentanza del mondo agricolo di essersi chiuse, di fonte alla crisi, nel corporativismo e nella finta unità. Da rimanere allibiti. E’ vero invece l’esatto contrario.
Le altre Organizzazioni, di fronte alla crisi, hanno deciso di mettere da parte le logiche di bottega e di dar vita ad Agrinsieme che è portatore non solo di un nuovo modello di rappresentanza, ma anche di una strategia unitaria fortemente orientata al futuro. Agrinsieme è un reale valore aggiunto rispetto a quanto le Organizzazioni hanno realizzato e continueranno a realizzare autonomamente. Rappresenta oltre il 30 per cento del valore dell’agroalimentare italiano, lavora per la diffusione di strumenti di collaborazione tra imprese agricole e tra i diversi soggetti della filiera agroalimentare, agroindustriale e della distribuzione.
L’erba nel giardino della Coldiretti si sta seccando. L’accanimento polemico nei confronti di Agrinsieme è un palese segnale di debolezza. La Coldiretti non si è ancora resa conto, o fa finta di non rendersene conto, che ideologie e categorie, che nel passato avevano ingessato divisioni e differenze, sono finite.
Essere al passo con i tempi non significa infatti sfornare a getto continuo comunicati su qualsiasi argomento per ottenere un po’ di visibilità sui media, persino su quanto hanno speso gli Italiani a Carnevale per le frittelle, ma avere il coraggio di mettere da parte le contrapposizioni forti del passato ed aprirsi alla collaborazione con tutti i soggetti che operano nel mondo rurale per difendere con più efficacia gli interessi degli imprenditori agricoli, che sono gli stessi a qualsiasi Organizzazione appartengano.
Lo stesso tanto decantato progetto della Coldiretti di una filiera agricola tutta italiana è molta propaganda e poca sostanza. I risultati fin qui raggiunti dal progetto sono molto modesti, considerati gli ambiziosi obbiettivi iniziali: “Il prodotto agricolo cento per cento italiano firmato dagli agricoltori, sarà offerto attraverso la più estesa rete commerciale nazionale” (Il Punto Coldiretti 11/5/2009). Non ci risulta che i consumatori si siano accorti dell’esistenza di una rete commerciale così estesa, anzi “della più estesa rete commerciale nazionale“. E sono già passati quasi cinque anni dall’annuncio.
Anche i precedenti tentativi della Coldiretti di candidarsi a governare in solitudine la filiera agroalimentare non sono stati fortunati. E ancora vivo il ricordo del fallimento, nei primi Anni 90, del progetto “Aquila”, contestualmente al fallimento della Federconsorzi.
Se la Coldiretti scendesse a qualche compromesso, non al ribasso, ma alto, qualificante e coraggioso, con le altre rappresentanze del mondo agricolo, il mondo agricolo ci guadagnerebbe.