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IL MURO DI BERLINO E’ CADUTO IN TUTTI I SETTORI, TRANNE CHE IN QUELLO AGRICOLO
Scritto il 06-03-2014 da Ufficio stampa | Categoria: Agrinsieme
La Coldiretti piemontese ha annunciato di aver realizzato, tramite le sue cooperative, i suoi consorzi agrari e le sue associazioni, accordi di filiera che valgono 100 milioni di euro. La cifra è rilevante, ma rappresenta meno del 3% della plv agricola piemontese che è di circa 3.400 milioni di euro. Per fare un paragone, il fatturato delle cooperative agricole piemontesi supera i 750 milioni di euro. 100 milioni sono anche meno della spesa sostenuta dagli Italiani a Carnevale per le frittelle (Sono circa 15 milioni i chili di frittelle, castagnole, frappe, chiacchiere e di altre specialità regionali preparate in casa, acquistate o consumate fuori durante il periodo di Carnevale, per una spesa complessiva stimata in 120 milioni di euro. Coldiretti, 20 febbraio 2014).
Il principale limite degli accordi di filiera realizzati della Coldiretti non sta però nella relativa dimensione economica, ma nel loro tratto distintivo, che è quello della chiusura e della contrapposizione nei confronti del resto del mondo agricolo.
La Coldiretti continua a “nuotare nella piscina di casa propria”, nonostante dal mondo agricolo provenga una forte richiesta di unità per battere la logica del declino e della marginalizzazione dell’agricoltura e per far sì che il settore agricolo sia considerato a pieno titolo quale componente produttiva, economica e sociale in grado di contribuire al rilancio della nostra economia.
Le cinque maggiori organizzazioni dell’artigianato, del commercio, dei servizi e del turismo (Confcommercio, Confartigianato, Cna, Confesercenti, Casartigiani) hanno realizzato e strutturato un organismo di coordinamento, Rete Imprese Italia, per dare più voce e visibilità ai settori che rappresentano. Il solo settore in cui le rappresentanze dei produttori non fanno cartello è quello agricolo, per colpa della Coldiretti che non si è ancora resa conto che il muro di Berlino è caduto, segnando la fine di ideologie e categorie che nel passato avevano ingessato divisioni e differenze. Cia, Confagricoltura ed Alleanza delle Cooperative hanno invece compreso che era ora di mettere fine a certe antistoriche barriere che indebolivano il mondo agricolo e hanno dato vita ad Agrinsieme.
Agrinsieme rappresenta un momento di discontinuità rispetto alle logiche della frammentazione del mondo agricolo, ed è portatore di un nuovo modello di rappresentanza. Associazioni diverse, per storia, vocazione e struttura, hanno avuto il coraggio di abbandonare un po’ di individualità, senza per questo rinunciare alla propria identità, con l’obiettivo più alto di tutelare i reali interessi di un comparto e delle sue imprese.
La Coldiretti è l’unica organizzazione che non ha raccolto l’invito alla coesione rappresentato da “Agrinsieme”, sottraendosi così a quel percorso che vuole assegnare più forza alla rappresentanza sindacale del mondo agricolo in sede regionale, nazionale ed europea.
Lodovico Actis Perinetto – Presidente Cia Piemonte