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I 5 STELLE INVITANO GLI AGRICOLTORI A PRESENTARE LE DOMANDE PAC IN MANIERA AUTONOMA, MA NON HANNO LE IDEE CHIARE SULLA DOCUMENTAZIONE NECESSARIA
Scritto il 12-03-2014 da Ufficio stampa | Categoria: burocrazia
I 5 Stelle non vogliono, legittimamente, soltanto cambiare l’Italia, ma anche la Pac e propongono di “accordare i pagamenti accoppiati in maniera prevalente a tutti quei settori dove viene premiata la qualità rispetto alla quantità, ai marchi a denominazione, al settore del pastorizia per evitare l’abbandono delle aree rurali e la relativa riduzione del presidio territoriale, alla mangimistica nazionale per evitare l’utilizzo ogm e alle colture arboree caratteristiche”.
I Paesi Ue possono individuare una lista di settori a cui applicare i pagamenti accoppiati, quindi legati alle superfici coltivate o alle produzioni, purchè entro determinati limiti quantitativi e sulla base di superfici o rese fisse o di un numero fisso di capi. Al sostegno accoppiato può essere destinato fino all’8% del massimale nazionale, ma alcuni paesi, tra cui l’Italia, possono arrivare a quota 13%, o al 15% se almeno il 2% delle risorse è destinato al sostegno della produzione di colture proteiche.
Sarebbe bene che i 5 Stelle, a proposito delle loro proposte, fossero più chiari e concreti. Ad esempio, precisassero le modalità per erogare i pagamenti accoppiati alla mangimistica nazionale.
Il movimento 5 Stelle ha reso inoltre edotti gli agricoltori che la domanda di contributi PAC (Politica Agricola Comunitaria) possono farla anche da soli.
“Infatti, non è per niente vero, come spesso molti sono convinti – sottolineano i 5 Stelle in un post pubblicato sul sito del movimento presso la Camera dei Deputati – che si debba obbligatoriamente rivolgersi a “qualcuno”, ci sono anche altre soluzioni per presentare la domanda in maniera autonoma e senza l’esborso di alcuna somma di denaro ci sono”.
A dir la verità, in questo caso, i 5 Stelle scoprono l’acqua calda. La Cia non ha mai nascosto agli agricoltori che non solo questa, ma anche altre pratiche, possono essere presentate direttamente dagli interessati.
Nel caso delle domande per i contributi Pac però la stragrande maggioranza degli agricoltori preferisce ricorrere, volontariamente, agli esperti dei Centri di Assistenza Agricola delle Organizzazioni professionali, perché si tratta di pratiche abbastanza complesse.
Persino la Corte dei Conti europea ha denunciato la complessità delle domande Pac, e il fatto che la “condanna” della burocrazia sulla Pac venga proprio da un organo burocratico, come la Corte dei Conti europea, dovrebbe fare riflettere i 5 Stelle, che invitano gli agricoltori ad andare sul sito del Sian, trovare la modulistica e poi compilarla, come su la pratica si risolvesse nella compilazione di un modulo.
“Grazie alla rete, dunque – sostengono i 5 Stelle –possiamo essere autonomi e risparmiare anche qualche euro che, in questo periodo di difficoltà, fa comodo a tutti”.
I 5 Stelle conoscono forse bene il popolo della rete, ma non quello degli agricoltori. Secondo i dati Eurostat i conduttori italiani con meno di 35 anni non raggiungono il 5%. Per ogni giovane ci sono dieci agricoltori sopra i 65 anni. Tra questi ultimi, ancora pochi possiedono un computer e pochissimi hanno dimestichezza con la rete.
I 5 Stelle inoltre ignorano che la domanda non consiste soltanto nella compilazione di un modulo. Propedeutica alla presentazione della domanda è la costituzione e l’aggiornamento del fascicolo aziendale in cui sono contenuti tutti i dati e i documenti dichiarati dall’azienda, la quale ha l’obbligo di costituire, aggiornare e sottoscrivere il proprio fascicolo aziendale presso i Centri di Assistenza Agricola convenzionati con gli Organismi pagatori, o presso i settori Tecnici Amministrativi Provinciali per l’Agricoltura della Regione. Non ci risulta che le Province si siano attrezzate per espletare questa incombenza.
E poi c’è il seguito alla presentazione della domanda. Se qualcosa non quadra, e ciò accade di sovente perché i burocrati italiani sono specializzati nel complicare ancor di più le cose già complicate, si apre un contenzioso con gli Organismi pagatori che le Organizzazioni agricole tramite i loro Centri hanno acquisito una sufficiente esperienza per gestire, senza gravare di costi aggiuntivi gli agricoltori.
Una privato, se intendesse risolvere da solo il contenzioso, dovrebbe invece perdere moltissimo tempo presso gli Uffici degli Organismi pagatori, oppure rivolgersi ad un legale e sarebbero in ogni caso mazzate, perché il tempo per un agricoltore è denaro e gli avvocati costano.
I 5 Stelle sono liberi di dare gli agricoltori i consigli che ritengono più opportuni, ma da un movimento politico come il loro ci attendiamo soprattutto che si battano per una semplificazione delle pratiche, come la Cia invoca da tempo, perchè soltanto così gli agricoltori potranno davvero fare tutto da sé.
Franco Amatuzzo – Direttore Cia Torino
http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/agricoltura/2014/03/contributi-pac-la-domanda-puoi-farla-anche-da-solo.html