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BENE IL REGISTRO UNICO DEI CONTROLLI IN AGRICOLTURA, MA I CONTROLLORI SONO TROPPI E LE NORME COMPLESSE E POCO CHIARE
Scritto il 25-02-2014 da Ufficio stampa | Categoria: burocrazia
La Giunta regionale ha deliberato, su proposta dell’assessore Claudio Sacchetto, di istituire il Registro unico dei controlli in agricoltura, in cui far confluire tutte le informazioni sulle verifiche effettuate dalle amministrazioni territoriali e dalle agenzie ed aziende pubbliche competenti.
L’obbiettivo è semplificare e razionalizzare le attività amministrative di ispezione e vigilanza sulle imprese agricole ed agroalimentari.
Nel comparto agricolo e agroalimentare, in base a quanto previsto dalle diverse normative di settore, oltre a quelle sanitarie ed ambientali, l’impresa è soggetta periodicamente a differenti tipologie di controllo e ispezione, svolte da (troppi) soggetti diversi, che implicano da parte dell’imprenditore un’effettiva incidenza sull’attività lavorativa, qualificata nel linguaggio comune come “costo dell’impresa in termini di burocrazia amministrativa”.
“Sviluppare ed attuare un sistema informativo unitario ed integrato dei controlli effettuati dalle amministrazioni territoriali e dalle agenzie ed aziende pubbliche che operano in ambito regionale – spiega il Vice Presidente regionale della Cia Gabriele Carenini – è utile, ma a parte il fatto che i tempi per impiantare un simile registro non sono brevi – mentre purtroppo pare che questa legislatura debba terminare presto -, il registro non risolve comunque due questioni fondamentali: il numero esagerato di organismi che possono effettuare controlli nelle aziende agricole e la complessità delle norme”.
“Duplicazioni e sovrapposizioni nei controlli – continua Carenini – spesso recano ingiustificati intralci al normale esercizio delle attività delle imprese agricole e la complessità della regolazione rende molto complicata l’ottemperanza alle disposizioni normative da parte degli agricoltori. Vanno eliminate le attività di controllo non necessarie alla tutela degli interessi pubblici ed occorre ridurre gli oneri burocratici a carico delle imprese, soprattutto quelle di piccola e media dimensione, sulle quali i costi connessi all’adempimento degli obblighi imposti dalla attuale regolazione pesano di più”.