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ABOLIRE IL MIPAAF? PER AGRINSIEME E’ UN’IDEA PEREGRINA
Scritto il 11-02-2014 da Ufficio stampa | Categoria: Agrinsieme
In questi giorni è stata assegnata alla Commissione Affari Costituzionali la proposta di legge presentata a maggio del 2013 da Davide Caparini e Gianni Fava per la soppressione del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. L’assessore all’Agricoltura della Lombardia Gianni Fava sostiene che le Regioni possono assolvere le politiche di indirizzo agricolo, direttamente con l’Unione europea. Come gli interessi nazionali possano essere rappresentati in maniera frammentaria da venti assessori regionali a Bruxelles non è chiaro. Per altro la proposta è in controtendenza con quello che accade in Europa, dove tutti i Paesi membri dell’Unione hanno un dicastero ad hoc.
Fava sostiene che il Mipaaf è troppo costoso, ma la via giusta per ridurre i costi non è abolire il Ministero delle politiche agricole, bensì razionalizzare il sistema degli enti vigilati e controllati dallo stesso Ministero, che sono veramente troppi, in maniera da assicurare un’unica regia alle politiche di sostegno della filiera agroalimentare.
Agrinsieme, il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative italiane dell’Agroalimentare, sostiene che il Ministero delle Politiche agricole non solo non deve essere abolito, ma, al contrario, essere adeguato ai grandi cambiamenti, allargandone, quindi, le competenze.
Per Agrinsieme sarebbe opportuno dare vita ad un dicastero per lo Sviluppo dell’Agricoltura e dell’Agroalimentare, in grado di promuovere strategie agroindustriali e sanitarie, con una visione anche internazionale del comparto.
La proposta di Agrinsieme è dettata dal fatto che l’agricoltura, proprio per i valori economici, produttivi e sociali che rappresenta, non trova più corrispondenza nell’attuale configurazione del ministero delle Politiche agricole che va, di conseguenza, messo nelle condizioni di rispondere alle sfide che i nuovi scenari propongono.
Quello che chiede Agrinsieme è un cambio di marcia nella politica agroalimentare per contribuire alla crescita del nostro Paese e alla valorizzazione del “made in Italy”. E’, dunque, importante ripensare al ruolo e ai compiti del ministero delle Politiche agricole, cui devono essere riconosciute nuove specifiche competenze.
Marzia Serasso – Direttore Cia Piemonte
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