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LA CRISI MANDA A FONDO I CONSUMI ALIMENTARI: – 4% SU BASE ANNUA
Scritto il 12-11-2013 da Ufficio stampa | Categoria: Consumi
La crisi manda ancora più a fondo i consumi alimentari. Nei primi nove mesi del 2013 – si evince dall’ultima rilevazione Ismea Gfk-Eurisko – la spesa per alimenti e bevande ha subito una riduzione di quasi il 4% su base annua, la peggiore dall’inizio della seconda ondata recessiva ancora in atto.
Meno marcata la flessione degli acquisti in volume, scesi nello stesso periodo dell’1,7%. Un risultato che incrociato con quello della spesa conferma il crescente ricorso a strategie di risparmio adottate in chiave anti crisi dalle famiglie italiane.
Fenomeni quali la ricerca dell’offerta speciale, il nomadismo tra insegne o gli acquisti di cibi low-cost sono ormai divenuti una sorta di paradigma per ampie fasce di consumatori alle prese con una progressiva riduzione del potere d’acquisto.
Da evidenziare che la flessione dei consumi appare generalizzata – sottolinea l’Ismea – e particolarmente accentuata per categorie come l’olio extra vergine di oliva (-8,8% in volume) e i vini (-6,7%), di cui però è aumentata del 3,6% la spesa a causa dei forti aumenti di prezzo.
Cali degni di nota si rilevano anche per i prodotti ittici e, tra questi, in particolare per il pesce fresco che, rispetto ai primi nove mesi del 2012, ha perso quasi il 5% dei volumi acquistati e circa il 20% della spesa.
Le carni fresche accusano una flessione del 2,4%, su cui incide soprattutto l’andamento negativo dei tagli bovini (-4% i volumi).
La pasta chiude i nove mesi in esame con un meno 0,7% dei quantitativi acquistati. L’impatto delle promozioni e lo spostamento degli acquisti verso prodotti più economici hanno però ridotto la spesa dell’8,3%.
Più leggero il carrello anche nei raparti ortofrutta e lattiero-caseari, con riduzioni particolarmente accentuate per il latte fresco che in volume perde il 4,2%. In termini di spesa i più penalizzati sono invece gli yogurt con un meno 10,5%.
La scure si abbatte intanto anche sul comparto del beverage, ad eccezione dell’acqua minerale che tiene grazie a una evidente riduzione dei prezzi.
Gli unici in controtendenza – conclude l’Ismea – sono gli alimenti “poveri” per eccellenza come le uova o prodotti come la biscotteria, favoriti probabilmente da un consumo domestico sostitutivo del fuori casa.