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APPELLO DI AGRINSIEME PIEMONTE ALLA REGIONE PER DARE AVVIO AD UN TAVOLO DI LAVORO SUL PROSSIMO PSR
Scritto il 23-11-2013 da Ufficio stampa | Categoria: Agrinsieme
Si è tenuto il 22 novembre a Torino il seminario di Agrinsieme Piemonte, dedicato al “sistema della conoscenza per rinnovare l’agricoltura piemontese”. Sono stati illustrati i dati delle attività realizzate per le imprese aderenti da parte delle cinque associazioni che si sono recentemente unite nel nome di Agrinsieme Piemonte: Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative Italiane (che a sua volta comprende Agci Agrital, Fedagri Confcooperative e Legacoop Agroalimentare, i settori delle cooperative agroalimentari delle tre centrali). Si tratta di 350 imprese cooperative agroalimentari, che a loro volta associano 37 mila aziende, per l’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, e di circa 25 mila aziende agricole per CIA e Confagricoltura.
“Con riferimento al Programma di Sviluppo Rurale relativo al 2007 – 2013” ha affermato il coordinatore di Agrinsieme Piemonte Roberto Ercole “abbiamo realizzato azioni formative, informative, di consulenza e progettazione, declinate a seconda delle misure previste nei bandi. Abbiamo potuto contare su 125 sportelli sul territorio regionale, aperti per oltre 68.000 giornate, che hanno registrato oltre 700 mila contatti”.
Sono numeri che indicano la forza di Agrinsieme e che individuano una domanda sempre crescente da parte del comparto agroalimentare della regione, che richiede una grande capacità di innovare e di implementare “il sistema della conoscenza”, che racchiude tutte le professionalità e capacità complessive atte a rafforzare le capacità competitive delle aziende.
Per questo è stato lanciato l’appello per avviare un tavolo di lavoro tra rappresentanze agricole, Regione e ricercatori, in vista del prossimo Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, raccolto dalla Regione Piemonte, presente al seminario e rappresentata da Caterina Ronco del settore Servizi alle Imprese.
Non sono mancati i riferimenti all’attualità della politica nazionale e sui suoi effetti sulla Regione. Il neo eletto portavoce dell’Alleanza delle Cooperative Italiane per il comparto agroalimentare, Tommaso Mario Abrate, ha dichiarato che riesumare il cadavere di Federconsorzi sarebbe un fatto gravissimo. “Secondo indiscrezioni trapelate infatti” ha affermato Abrate “si starebbe lavorando a un emendamento governativo alla legge di Stabilità finalizzato a recuperare i crediti di Federconsorzi, pari a 400 milioni di euro, che arriverebbero agli eredi di un soggetto dalla storia torbida. Si è trattato di uno dei più grandi scandali del Paese: Federconsorzi ha chiuso i battenti nel 1991 dopo un crack di 6.000 miliardi di lire”.
“Con quei 400 milioni di euro” fa eco il direttore di Confagricoltura Piemonte Giovanni Demichelis “si potrebbero invece finanziare misure che diano sostegno alle aziende agricole attive del Paese, specie in questo momento, o provvedere in questo modo alla sospensione della seconda rata dell’IMU su fabbricati rurali e terreni agricoli, altro provvedimento che rischia di colpire i comparto”.