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LA POLEMICA SULL’ACCORDO TRA INALPI A COMPRAL RAGGIUNGE LA LOMBARDIA E PRANDINI MINACCIA DI ADIRE ALLE VIE LEGALI

Scritto il 10-10-2013 da Ufficio stampa | Categoria: Agrinsieme

A diversi mesi dalla chiusura del prezzo alla stalla in Lombardia, non si spegne la polemica tra chi ha aderito e chi, per scelta, è rimasto fuori dall’accordo con Lactalis.

Il vicepresidente di Confagricoltura, Antonio Piva ha inviato una durissima lettera aperta al Presidente della Coldiretti lombarda Ettore Prandini,  pubblicata su “La Provincia” di Cremona. “Ma si sa che il prezzo del latte – scrive Piva a Prandini – ha segnato la tua carriera sindacalea partire dall’ottobre 2009 quando firmasti quello sciagurato accordo a 31 centesimi. Quel contratto, sottoscritto solo da te insieme ad Assolatte, ha posto le basi per mantenere il prezzo del latte più basso possibile per parecchio tempo. E inoltre,
 essendo stipula
to con Assolatte 
ebbe valenza ge
nerale, a differenza di quello 
attuale che è stato firmato con una sola industria di trasformazione”.

E’ evidente che quella firma sul contratto del 2009 ti pesa come un macigno – prosegue Piva – , e non vedevi l’ora di scaricare su altri tutte le critiche che l’accordo di quattro anni fa ti aveva causato. In altri termini, la tua ‘non firma’ sull’intesa in Lombardia a 42 centesimi è stata una mossa studiata per riconquistare il ‘diritto di critica’, e tentare di lavare così il tuo peccato originale”.

Nella polemica è stato tirata in ballo anche l’intesa tra Inalpi e Compral latte (vedi l’articolo del “Giornale di Brescia” in formato pdf a piè di pagina). Cia e Confagricoltura rimproverano alla Coldiretti l’incoerenza, per essersi rifiutata di firmare l’accordo stipulato il 30 luglio in Lombardia  sul valore di 42 centesimi al litro ed aver, se non approvato, nemmeno criticato, un mese dopo, in Piemonte, il prezzo di 40,7 cent, conseguente all’accordo in vigore tra la Compral latte – aderente ad Uecoop, la centrale cooperativa di Coldiretti – e l’Inalpi di Moretta.

La polemica ha preso anche una piega “giudiziaria”. Secondo Prandini, Cia e Confagricoltura sarebbero arrivate ad affermare il falso ed ha minacciato di adire alle “opportune vie legali“.

Coldiretti non ha siglato nessun prezzo del latte in Piemonte: non è mai stata fatta, nel modo più assoluto, una trattativa sul prezzo del latte in quella regione – ha scritto Prandini (lettera pubblicata su “La Provincia” di Cremona – . È falso, (talmente falso che potrebbe essere portato davanti ad un Tribunale) il riferimento ad un prezzo del latte piemontese che, invece, nasce da un accordo fra una cooperativa di allevatori (Compralatte) e una grande azienda del settore alimentare (Ferrero) per il tramite di una industria di trasformazione (Inalpi)” .

Affermazioni assolutamente sorprendenti, come è sorprendente la minaccia di adire a vie legali. Chi ha mai scritto, detto o dato ad intendere ciò che Prandini asserisce ?

Per parte nostra, abbiamo sempre ed unicamente  fatto riferimento ad un’intesa tra Compral latte ed Inalpi e mai ad un prezzo del latte piemontese siglato dalla Coldiretti.  Abbiamo rimarcato che Compral latte è associata ad Uecoop,  che è la centrale cooperativa legata a doppio filo alla Coldiretti, ma questa è una verità incontrovertibile. Eravamo inoltre così convinti dell’inesistenza di un prezzo regionale del latte che abbiamo sottolineato il pericolo che l’intesa tra Compral latte ed Inalpi potesse pregiudicare il risultato di un’eventuale futura trattativa regionale.  Non ci risulta che altri  abbiano scritto cose diverse.

Il prezzo di 40,7 cent in vigore tra Inalpi e Compral latte non è ovviamente un parto della nostra fantasia, ma è stato ricavato da una dichiarazione di  Bartolomeo Bovetti, direttore della stessa Compral e dell’Associazione provinciale allevatori di Cuneo, apparsa su La Stampa di domenica 25 agosto, e mai smentita: “Il premio (di due cent al litro ndr) sarà corrisposto ai soci da settembre al 31 marzo, data di chiusura della campagna di mungitura 2013-2014. Si aggiungerà ai 38,7 centesimi al litro che, in base al nostro indice, attualmente vengono versati ai soci“.

38,7 +2  fa 40,7, ed è quanto i soci di Compral si sono messi in tasca a settembre. Se la matematica non è un’opinione, 40,7 è meno di 42 e quindi come può Prandini sostenere che “si è creato quindi un sistema che in questi mesi sta riconoscendo agli allevatori piemontesi un prezzo sicuramente più soddisfacente di quello “inventato” dall’accoppiata Upa-Cia”?

Ed ancora: se il prezzo di 40,7 cent è la conseguenza del meccanismo di indicizzazione, i casi sono due: o il mercato dà quel prezzo ed allora non ha senso polemizzare con chi ha pattuito un prezzo superiore, di 42 cent, o chi ha fatto l’accordo ha impostato l’indicizzazione in modo sbagliato. Il resto sono solo chiacchiere e distintivo (citazione da “Gli intoccabili”, film del 1987), compresa la la dichiarazione di Prandini che tale quotazione “ ha legato il mondo industriale italiano alle stalle piemontesi, in una logica di territorialità che invece altrove è una chimera“.

Il Giornale di Brescia conclude l’articolo dedicato alla polemica sul prezzo del latte riportando una dichiarazione del presidente della Coldiretti lombarda: “Il rischio di dividere il mondo agricolo è alle porte ed il disagio si riverserebbe inevitabilmente su quelle imprese che, per ora, sono scampate a quel 30% di stalle scomparse negli ultimi dieci anni. Coldiretti è disposta ad un incontro pubblico”.

“Nell’interesse del mondo del latte e degli allevatori – ha commentato il Presidente della Cia del Piemonte Roberto Ercole –  sarebbe davvero ora di smetterla con le polemiche. La nostra disponibilità ad un incontro è piena, purchè il confronto sia vero. L’attuale andamento del mercato del latte è positivo. Il prezzo del latte spot è in forte crescita.  Le rappresentanze dei produttori dovrebbero sentire l’obbligo di esplorare a fondo la possibilità di avviare un’azione coordinata per far contare di più i produttori nella filiera del latte e per garantire loro un futuro meno incerto del presente”.

Latte sul Giornale di Brescia

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