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TORNADO DEL 29 LUGLIO IN PIEMONTE. I TECNICI DELLA CIA FANNO LA CONTA DEI DANNI
Scritto il 01-08-2013 da Ufficio stampa | Categoria: Maltempo
I tecnici della Cia del Piemonte stanno visitando le aziende nelle zone colpite, il 29 luglio scorso, dalle tempeste di vento, dall’acqua e dalla grandine per fare una stima accurata dei danni e dare consigli su come trattare l’uva a terra.
I tecnici delle Cia invitano innanzitutto gli agricoltori a segnalare i subiti danni in municipio. Saranno poi i Comuni a delimitare le zone colpite ed a mandare tutto in Provincia. Infine la Regione chiederà allo Stato la eventuale dichiarazione dello stato di calamità o l’intervento del Fondo di Solidarietà nazionale.
Attenzione però. I requisiti per l’attivazione del Fondo di solidarietà sono: un danno che superi il 30% della Plv media ordinaria calcolata su un triennio precedente e calcolata sull’intero comparto produttivo dell’area delimitata. Il danno deve poi riguardare eventi, colture e strutture non assicurabili in forma agevolata.
La normativa vigente stabilisce che per i danni assicurabili con polizze agevolate non sono attivabili gli interventi compensativi, ossia interventi pubblici a posteriori dell’evento dannoso. Il Piano assicurativo nazionale definisce, tra gli altri, la grandine evento assicurabile, nonché la totalità delle colture e le varie tipologie di strutture.
Non sono assicurabili in forma agevolata cascine, abitazioni rurali, stalle, ricoveri per macchine e attrezzi a uso agricolo. Per queste tipologie è possibile attivare le procedure a condizione che il danno sia superiore al 30% della Plv. Il caso dei vigneti con pali divelti dalla tromba d’aria dovrebbe considerarsi struttura e quindi rimborsabile.
Per i coltivatori che hanno stipulato assicurazioni, c’è una polizza multi rischio che prevede due tipi di copertura: in genere la prima che si chiede è per la grandine, e la seconda può variare da danni per gelate o per eccesso di piogge. Difficile che qualcuno abbia pensato ad assicurarsi contro un tornado. La questione va comunque approfondita.
Per le case di civile abitazione, in genere assicurate, chi ha subito danni sta già facendo denuncia. Interverranno poi i periti e i liquidatori. In questo caso però occorre leggere bene la polizza, per capire se prevede casi estremi come quello accaduto lunedì.
Ma il problema più drammatico a detta di tutti i vignaioli, è raccapezzarsi su come tirar dritti quei filari a terra, con pali di cemento coricati e a volte spezzati alla base. Per ora pare che la scelta migliore sia quella di metterli dritti e puntellarli fino alla prossima vendemmia. Un lavoro durissimo, da fare a mano per la gran parte. Dopo il raccolto bisognerà sostituire i pali. Con costi altrettanto salati.