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LO STATO DI CALAMITA’ CHIESTO DALLA CIA DEL PIEMONTE E’ DESTINATO A SCONTRARSI CON LE CASSE VUOTE DELLO STATO
Scritto il 04-06-2013 da Ufficio stampa | Categoria: Maltempo
La produzione agricola si avvia a un tonfo doloroso. Gran parte delle zone piegate dalle precipitazioni primaverili sono le stesse che hanno pagato il prezzo più alto alla siccità del 2012 e si è creato un circolo distruttivo con la vanificazione delle semine, l’asfissia radicale delle piante, l’impraticabilità dei campi.
Molte aziende a tutt’oggi non riescono ancora a entrare nei prati e nei campi e sono state compromesse le tradizionali operazioni legate alle semine. Non c’è settore agricolo che non sia stato colpito, dal florovivaismo all’orticoltura.
Cogliendo la diffusa preoccupazione degli agricoltori, la Cia ha chiesto la dichiarazione dello stato di calamità e l’attivazione delle relative misure a sostegno del settore primario, ma gli agricoltori messi in ginocchio dall’ondata di maltempo è meglio che non si facciano troppe illusioni: lo stato di calamità naturale, che tutte le Regioni del Nord intendono chiedere, è destinato a scontrarsi con le casse vuote di uno Stato in crisi di liquidità. Anche il Fondo nazionale di solidarietà, alle prese con emergenze di ogni tipo, è pressoché esaurito.
La Cia ritiene inaccettabile che lo Stato penalizzi un settore, come quello agricolo, che, tra mille difficoltà, produce reddito e incremento dell’occupazione e farà il possibile perché gli agricoltori vengano indennizzati, in tutto o in parte, dei danni che hanno subito, soprattutto di quei danni che non sono inseribili nella copertura assicurativa agevolata, ma la situazione è obiettivamente complicata.
La copertura assicurativa agevolata rimane in questo momento l’unica ancora di salvezza per gli agricoltori che necessitano di protezione nei confronti del maltempo. Le polizze multi rischio coprono il calo delle rese produttive dovute ad avversità catastrofali ed altre avversità, quali eccesso di neve, eccesso di pioggia, gelo, brina e sbalzi termici, grandine e venti forti.