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DINO SCANAVINO ALLA CAMERA: INCOMINCIAMO A PARLARE DI CRESCITA
Scritto il 04-06-2013 da Ufficio stampa | Categoria: Agrinsieme
Una svolta nella politica agricola e agroalimentare che contribuisca alla crescita del nostro Paese e alla valorizzazione della qualità del “made in Italy”, che apra prospettive certe per i giovani, favorendone l’inserimento nel settore primario e facilitandone l’attività imprenditoriale.
Sono questi alcuni degli obiettivi prioritari per la Cia-Confederazione italiana agricoltori illustrati il 3 giugno scorso in Commissione Agricoltura della Camera dal vicepresidente vicario Dino Scanavino e dal presidente dell’Agia-Cia (Associazione giovani imprenditori agricoli) Luca Brunelli. Occasione durante la quale è stato presentato anche il documento elaborato da Agrinsieme (il coordinamento formato da Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative agroalimentari).
“Oggi -ha detto Scanavino- c’è la forte esigenza di una strategia realmente incisiva in campo agricolo e agroalimentare, orientata alle imprese, nelle loro diverse articolazioni, aggregazioni e rapporti con il mercato. Una strategia che consenta di dare alle aziende un supporto concreto per superare una fase di grande difficoltà, con costi in continua crescita, con una pesante perdita di competitività e di redditi”.
“L’agricoltura e l’intero sistema agroalimentare -ha aggiunto il vicepresidente vicario della Cia- hanno l’impellente necessità di un cambiamento di marcia da parte della politica, delle istituzioni. Bisogna impegnarsi affinché il settore, nelle sue diverse articolazioni, venga definitivamente collocato nelle dinamiche della crescita affinché contribuisca e partecipi all’auspicabile ripresa economica italiana”.
Ed è per questo motivo che Scanavino ha indicato precise linee guida contenute nel documento di Agrinsieme: un forte e più efficace impegno in campo europeo, soprattutto in vista della riforma Pac 2014-2020; politiche di rafforzamento dell’impresa e della cooperazione; rilancio della ricerca e dell’innovazione; ricambio generazionale; incentivi al mercato del lavoro; rafforzamento degli strumenti per il credito; maggiore semplificazione burocratica; riduzione dei costi produttivi, contributivi e fiscali; valorizzazione del “made in Italy” e tutela dalla contraffazione e dall’uso improprio dei marchi; gestione razionale e sostenibile del territorio e delle risorse idriche; sviluppo delle “agroenergie rinnovabili”, impulso alla concertazione governo-parti sociali.
“Bisogna scommettere sull’ingresso dei giovani in agricoltura -ha affermato, dal canto suo, Brunelli-. Si tratta di una scommessa vincente, perché gli ‘under 40’ pensano in grande, sono preparati e creativi, hanno voglia di crescere e di sperimentare, aprono le porte all’innovazione e all’internazionalizzazione”.
“Sono i giovani a modernizzare l’agricoltura -ha detto Brunelli- e a renderla davvero multifunzionale. E questo nonostante i vincoli, il carico della burocrazia italiana, le difficoltà di credito da parte delle banche che certo non incoraggia a fare impresa. Ma se la politica non pensa a una riduzione del cuneo fiscale, ad un sostegno finanziario al primo insediamento, ad agevolazioni per la nascita di forme di collaborazione tra giovani in reti d’impresa, la situazione potrebbe ancora peggiorare e a quel punto l’agricoltura rischierebbe davvero il ‘default’. Perché non può sopravvivere per sempre se le nuove generazioni restano fuori dal mercato”.