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CAMPI ALLAGATI. COLTURE A RISCHIO. LA CIA DEL PIEMONTE CHIEDE LO STATO DI CALAMITA’
Scritto il 24-05-2013 da Ufficio stampa | Categoria: Maltempo
Quest’anno il cielo ha scaricato tantissima acqua. Nei primi quattro mesi del 2013 è caduto il 60 per cento delle piogge che in media cade in un anno intero.
Molti prati sono allettati per l’abbondanza di acqua e le raffiche di vento: non essendo possibile lo sfalcio, si perderà la produzione. Per le coltivazioni autunno-vernine (frumento, orzo, triticale) i danni sono dovuti alla sommersione delle colture e al ritardo, se non all’impossibilità, delle operazioni colturali necessarie. Anche l’efficacia delle concimazioni è incerta per il dilavamento.
L’impraticabilità dei terreni ha anche impedito in molti casi la semina delle coltivazioni primaverili. Gran parte della superficie destinata a mais non è ancora stata seminata e le colture già presenti in campo subiscono diradamenti e ritardi vegetativi, laddove non si debbano addirittura ripetere le operazioni di semina a causa degli allagamenti.
La conseguenza di ciò sarà una minore produzione in tutta la regione. In Piemonte si raccolgono oltre 15 milioni di quintali di mais, per un valore lordo della produzione di circa 400 milioni di euro: i danni possono essere quindi ingenti. Le altre colture primaverili (barbabietola da zucchero, patata, pomodoro) stanno patendo danni di tipo parassitario e patologico.
Non sfuggono a questa situazione neppure le colture frutticole e viticole, sulle quali il maltempo ha influito non solo a livello fitopatologico, ma soprattutto in termini di capacità produttiva. Non va infine dimenticato il danno alle infrastrutture rurali e ai terreni collinari interessati da frane e smottamenti, per il cui ripristino le aziende dovranno farsi carico delle relative spese.
Cogliendo la diffusa preoccupazione degli agricoltori, la Cia ha chiesto alle autorità che venga dichiarato lo stato di calamità naturale, in vista di possibili interventi di aiuto e di soccorso a favore delle aziende agricole.